Le osservazioni di Adnan Oktar sul destino, la preordinazione e il fatto che Allah è ovunque

L'inganno dell'evoluzione

Il darwinismo, in altre parole la teoria dell'evoluzione, fu avanzato con lo scopo di negare il fatto concreto della creazione, ma in realtà non è altro che un non-senso debole e antiscientifico. Questa teoria, che sostiene che la vita sia emersa per caso dalla materia inanimata, è stata invalidata dalle prove scientifiche dell'ordine miracoloso nell'universo e degli esseri viventi. In tal modo, la scienza ha confermato il fatto che Dio ha creato l'universo e le cose in esso viventi. La propaganda condotta oggi allo scopo di mantenere in vita la teoria dell'evoluzione si basa esclusivamente sulla distorsione dei fatti scientifici, su interpretazioni pregiudiziali, bugie e falsità mascherate da scienza.
Eppure questa propaganda non riesce a nascondere la verità. Il fatto che la teoria dell'evoluzione sia il più grande inganno della storia della scienza è stato espresso molte volte nel mondo scientifico negli ultimi 20-30 anni. Le ricerche svolte dopo gli anni 1980, in particolare, hanno rivelato che le tesi del darwinismo sono totalmente infondate, e questo è stato affermato da un gran numero di scienziati. Negli Stati Uniti in particolare, molti scienziati di campi diversi, come la biologia, la biochimica e la paleontologia, riconoscono che il darwinismo non è valido e utilizzano, per dar conto dell'origine della vita,il fatto della creazione.
Noi abbiamo esaminato il crollo della teoria dell'evoluzione e le prove della creazione in gran dettaglio scientifico in molte delle nostre opere, e continuiamo a farlo. Data l'enorme importanza di questo argomento, sarà molto utile darne qui una sintesi.
Il crollo scientifico del darwinismo
Sebbene questa dottrina possa essere fatta risalire fino all'antica Grecia, la teoria dell'evoluzione è stata avanzata in maniera estensiva nel diciannovesimo secolo. Lo sviluppo più importante che ne ha fatto l'argomento principale nel mondo della scienza è stato L'origine delle specie di Charles Darwin, pubblicato nel 1859. In questo libro egli negava che Dio abbia creato ciascuna diversa specie vivente sulla terra separatamente, sostenendo che tutti gli esseri viventi avevano un antenato comune e si erano diversificati nel tempo attraverso piccoli cambiamenti. La teoria di Darwin non era basata su un dato scientifico concreto; come egli stesso ammetteva, si trattava solo di una "assunzione". Inoltre, come Darwin stesso confessava nel lungo capitolo del suo libro intitolato "Le difficoltà della teoria", la teoria era debole di fronte a molte questioni essenziali.
Darwin riponeva tutte le sue speranze nelle nuove scoperte scientifiche, che egli si aspettava avrebbero risolto queste difficoltà. Invece, contrariamente alle sue aspettative, le scoperte scientifiche ampliarono le dimensioni di tali difficoltà. La sconfitta del darwinismo di fronte alla scienza può essere sintetizzata in questi tre argomenti di base:
1) La teoria non può spiegare come la vita si sia prodotta sulla terra.
2) Nessuna scoperta scientifica dimostra che il "meccanismo evolutivo" proposto dalla teoria abbia alcun potere e evolutivo.
3) I reperti fossili provano l'esatto opposto di ciò che suggerisce la teoria.
In questa sezione, esamineremo questi tre fondamentali nelle linee generali.
Il primo passaggio non superabile:
L'origine della vita
L'evoluzione presuppone che tutte le specie viventi si siano evolute da una singola cellula vivente emersa sulla terra primitiva 3,8 miliardi di anni fa. Come è stato possibile che un'unica cellula abbia potuto generare milioni di specie viventi complesse e, se è vero che c'è stata questa evoluzione, perché non è possibile osservarne tracce nei reperti fossili? Queste sono solo alcune delle domande cui la teoria non riesce a rispondere. Tuttavia, innanzitutto, dobbiamo chiedere: dove ha avuto origine questa "cellula iniziale"?
Poiché la teoria dell'evoluzione nega la creazione e qualunque tipo di intervento soprannaturale, sostiene che la "cellula iniziale" si è originata per coincidenza nell'ambito delle leggi della natura, senza alcun progetto, piano o predisposizione. Secondo la teoria, la materia inanimata deve aver prodotto una cellula vivente come risultato di coincidenze. Una tale affermazione, tuttavia, è incoerente con le più inattaccabili regole della biologia.
"La vita viene dalla vita"
Nel suo libro, Darwin non ha mai fatto riferimento all'origine della vita. L'interpretazione primitiva della scienza al suo tempo si basava sull'assunzione che gli esseri viventi avevano una struttura molto semplice. Fin dai tempi medievali, era stata ampiamente accettata la generazione spontanea, teoria che sostiene che materiali non viventi si siano uniti a formare organismi viventi. Si credeva comunemente che gli insetti si creassero dai resti di cibo, e i topi dal grano. Venivano condotti interessanti esperimenti per provare questa teoria. Si metteva del grano su un pezzo di stoffa sporco, e si credeva che da questo si originassero, dopo un po', dei topi.
In maniera simile, le larve che si sviluppano nel cibo guasto erano presi come prova della generazione spontanea. Tuttavia, in seguito si è compreso che i vermi non compaiono sulla carne spontaneamente, ma sono portati da mosche in forma di larve, invisibili all'occhio nudo.
Anche quando Darwin scrisse L'origine delle specie, la credenza che i batteri si producessero dalla materia non vivente era ampiamente accettata nel mondo della scienza.
Tuttavia, cinque anni dopo la pubblicazione del libro di Darwin, Louis Pasteur annunciò i suoi risultati dopo lunghi studi ed esperimenti, che dimostravano la falsità della generazione spontanea, uno dei pilastri della teoria di Darwin. Nella sua conferenza trionfale alla Sorbona nel 1864, Pasteur disse: "La dottrina della generazione spontanea non potrà mai risollevarsi dal colpo mortale infertole da questo semplice esperimento". 1
Per lungo tempo, i sostenitori della teoria dell'evoluzione hanno fatto resistenza a queste scoperte. Tuttavia, quando lo sviluppo della scienza ha svelato una complessa struttura della cellula di un essere vivente, l'idea che la vita potesse venire in essere per coincidenza si è trovata in un'impasse ancora maggiore.
Gli sforzi inconcludenti del ventesimo secolo
Il primo evoluzionista ad occuparsi dell'argomento dell'origine della vita nel ventesimo secolo fu il noto biologo russo Alexander Oparin. Con varie tesi avanzate negli anni 1930, tentò di provare che una cellula vivente si poteva generare per coincidenza. Ma questi studi erano condannati al fallimento, e Oparin dovette confessare:
Sfortunatamente, tuttavia, il problema dell'origine della cellula è forse il punto più oscuro nell'intero studio dell'evoluzione degli organismi. 2
Gli evoluzionisti seguaci di Oparin tentarono di condurre esperimenti per risolvere questo problema. L'esperimento più noto è quello condotto dal chimico americano Stanley Miller nel 1953. Combinando nell'esperimento i gas che egli sosteneva essere esistiti nell'atmosfera della terra primordiale, e aggiungendo energia a questa mescolanza, Miller sintetizzò diverse molecole organiche (aminoacidi) presenti nella struttura delle proteine.
Erano passati appena pochi anni che già si rivelò che l'esperimento, a suo tempo presentato come un passo importante nel nome dell'evoluzione, non era valido, poiché l'atmosfera usata nell'esperimento era molto diversa dalle reali condizioni della terra. 3
Dopo un lungo silenzio, Miller confessò che l'ambiente atmosferico che aveva usato non era realistico. 4
Tutti gli sforzi degli evoluzionisti durante il ventesimo secolo per spiegare l'origine della vita sono finiti in fallimento. Il geo-chimico Jeffrey Bada, del San Diego Scripps Institute
accetta questo fatto in un articolo pubblicato sulla rivista Earth nel 1998:
Stiamo per lasciare il ventesimo secolo, ma ancora siamo di fronte al più grande problema irrisolto che avevamo quando il secolo iniziato: come si è originata la vita sulla terra? 5
La complessa struttura della vita
La ragione principale per cui la teoria dell'evoluzione è finita in una così grande impasse riguardo l'origine della vita, è che anche quegli organismi viventi destinati ad essere più semplici hanno delle strutture incredibilmente complesse. La cellula di un essere vivente è più complessa di tutti i prodotti tecnologici dell'uomo. Oggi, anche nei laboratori più avanzati del mondo, non è possibile creare una cellula vivente mettendo insieme elementi chimici organici.
Le condizioni necessarie per la formazione di una cellula sono quantitativamente troppe per essere liquidate con le coincidenze. La probabilità che le proteine, i blocchi costitutivi di una cellula, vengano sintetizzati per coincidenza, è di 1 su 10950 per una proteina media costituita da 500 aminoacidi. In matematica, una probabilità inferiore a 1 su 1050 è considerata impossibile in termini pratici.
La molecola del DNA, che si trova nel nucleo di una cellula e che conserva le informazioni genetiche, è una incredibile banca dati. Se le informazioni codificate nel DNA dovessero essere messe per iscritto, impegnerebbero una biblioteca gigantesca formata da circa 900 volumi di enciclopedia, ognuno di 500 pagine.
Un dilemma molto interessante si presenta a questo punto: il DNA può replicarsi soltanto con l'aiuto di alcune proteine specializzate (enzimi). Tuttavia, la sintesi di questi enzimi può essere realizzata soltanto con le informazioni codificate nel DNA. Poiché ambedue dipendono l'uno dall'altro, devono essere esistiti nello stesso momento perché potesse esserci replicazione. Questo conduce in un vicolo cieco lo scenario che vede la vita originata da se stessa. Il professor Leslie Orgel, un evoluzionista di fama dell'Università di San Diego, California, confessa questo fatto nel numero del settembre 1994 della rivista Scientific American:
È estremamente improbabile che le proteine e gli acidi nucleici, entrambi strutturalmente complessi, siano nati spontaneamente nello stesso luogo e nello stesso momento. E inoltre sembra anche impossibile avere l'uno senza l'altro. Quindi, a veder bene, bisognerebbe concludere che la vita non avrebbe mai, in effetti, potuto originarsi mediante elementi chimici. 6
Senza dubbio, se è impossibile che la vita si sia originata da cause naturali, si deve accettare che la vita è stata "creata" in un modo soprannaturale. Questo fatto invalida esplicitamente la teoria dell'evoluzione, il cui scopo principale è negare la creazione.
L'immaginario meccanismo dell'evoluzione
Il secondo punto importante che nega la teoria di Darwin é che si è capito che entrambi i concetti avanzati dalla teoria come "meccanismi evolutivi" non hanno, in realtà alcun potere evolutivo.
Darwin ha basato la sua costruzione interamente sul meccanismo della "selezione naturale". L'importanza che egli attribuiva a questo meccanismo traspariva già nel nome del suo libro: L'origine delle specie, per mezzo della selezione naturale...
Secondo il principio di selezione naturale, gli esseri viventi più forti e più adatti alle condizioni naturali del proprio abitata sopravviveranno nella lotta per la vita. Per esempio, in un branco di cervi minacciato dall'attacco di animali selvatici, sopravviveranno quelli che riescono a correre più velocemente. Quindi, il branco di cervi sarà composto dagli individui più veloci e più forti. Tuttavia, senza discussione, questo meccanismo non provocherà il fatto che il cervo si evolve e si trasforma in un'altra specie vivente, per esempio un cavallo.
Quindi, il meccanismo della selezione naturale non ha alcun potere evolutivo. Anche Darwin era consapevole di questo fatto e dovette dichiarare nel suo libro L'origine delle specie:
La selezione naturale non può provocare nulla se non intervengono differenze o variazioni individuali favorevoli. 7
L'impatto di Lamarck
Dunque, come si possono verificare queste "variazioni favorevoli"? Darwin provò a rispondere a questa domanda dal punto di vista della consapevolezza scientifica primitiva di quel tempo. Secondo il biologo francese Chevalier de Lamarck (1744-1829), vissuto prima di Darwin, le creature viventi trasmettevano i tratti acquisiti durante la propria esistenza alla generazione successiva. Egli sosteneva che questi tratti, accumulati da una generazione all'altra, causassero la formazione di nuove specie. Per esempio egli sosteneva che le giraffe si erano evolute dalle antilopi; poiché queste si sforzavano di mangiare le foglie di alberi alti, i loro colli si erano estesi di generazione in generazione.
Anche Darwin dava esempi simili. Nel suo libro l'origine delle specie, per esempio, dice che degli orsi finiti a cercare cibo nell'acqua si erano con il tempo trasformati in balene. 8
Tuttavia, le leggi dell'ereditarietà scoperte da Gregor Mendel (1822-84) e verificate dalla scienza della genetica, fiorita nel ventesimo secolo, hanno demolito completamente la leggenda che i tratti acquisiti siano trasmessi alle generazioni successive. Così, la selezione naturale perse la sua considerazione come meccanismo evolutivo.
Neo-darwinismo e mutazioni
Per trovare una soluzione, i darwinisti avanzarono la "teoria sintetica moderna" più comunemente conosciuta come neo-darwinismo, alla fine degli anni 1930. Il neo-darwinismo aggiunse le mutazioni, che sono distorsioni provocate dei geni degli esseri viventi da fattori esterni come radiazioni o errori di replicazione, come "causa di variazioni favorevoli" in aggiunta alla mutazione naturale.
Oggi, il modello che nel mondo rappresenta l'evoluzionismo è il neo darwinismo. La teoria sostiene che i milioni di esseri viventi si sono formati come risultato di un processo mediante il quale numerosi organi complessi di questi organismi (per esempio, orecchie, occhi, polmoni ed ali) hanno subito "mutazioni", cioè disordini genetici. Eppure, c'è un fatto scientifico diretto che smentisce completamente questa teoria: le mutazioni non provocano sviluppo negli esseri viventi; al contrario, sono sempre dannose.
La ragione di questo è molto semplice: il DNA ha una struttura molto complessa, e gli effetti casuali possono solo danneggiarlo. Il genetista americano B. G. Ranganathan spiega a questo fatto così:
Innanzitutto le vere e proprie mutazioni sono molto rare in natura. In secondo luogo, la maggior parte delle mutazioni sono pericolose perché sono casuali, invece di essere cambiamenti ordinati nella struttura dei geni; qualunque cambiamento casuale in un sistema strettamente ordinato sarà per il peggio, non per il meglio. Per esempio, se un terremoto va a scuotere la struttura rigorosamente ordinata di un edificio, provocherà un cambiamento casuale nell'armatura dell'edificio che, con ogni probabilità, non sarà un miglioramento. 9
I reperti fossili: nessun segno di forme intermedie
La prova più evidente che lo scenario suggerito dalla teoria dell'evoluzione non è mai esistito sono i reperti fossili.
Secondo questa teoria, tutte le specie viventi sono scaturite da un predecessore. Una specie precedentemente esistente si è mutata nel tempo in qualcosa di diverso e tutte le specie sono venute in essere in questa maniera. In altre parole, questa trasformazione si è compiuta gradualmente per milioni di anni.
Se fosse stato così, avrebbero dovuto esistere e vivere in questo lungo periodo di trasformazione, innumerevoli specie intermedie.
Per esempio, nel passato avrebbe dovuto esserci qualche essere metà pesce/metà rettile, che aveva acquisito alcuni tratti rettili in aggiunta ai tratti ittici che già possedeva. Oppure avrebbe dovuto esistere qualche rettile-uccello, che aveva acquisito alcuni tratti di un volatile in aggiunta ai tratti rettili che già possedeva. Poiché questa sarebbe stata una fase transitoria, questi esseri viventi avrebbero dovuto essere handicappati, difettosi, limitati. Gli evoluzionisti chiamano queste creature immaginarie, che essi credono siano vissute nel passato, "forme transitorie".
Se tali animali fossero realmente esistiti, avrebbero dovuto essere milioni o addirittura miliardi, di numero e varietà. Quel che più importa, nei reperti fossili dovrebbero essere presenti i resti di queste strane creature. In L'origine delle specie, Darwin spiegava:
Se la mia teoria fosse vera, dovrebbero senz'altro essere esistite innumerevoli varietà intermedie, che collegano più strettamente tutte le specie dello stesso gruppo... Di conseguenza, la prova della loro esistenza potrebbe essere trovata solo tra i resti fossili. 10
Le speranze di Darwin demolite
Tuttavia, sebbene gli evoluzionisti abbiano fatto enormi sforzi per trovare i fossili fin dalla metà del diciannovesimo secolo in tutto il mondo, non sono mai state scoperte forme transitorie. Al contrario delle aspettative degli evoluzionisti, tutti i fossili dimostrano che la vita è comparsa sulla terra all'improvviso e già ben formata.
Un famoso paleontologo britannico, Derek V. Ager, ammette questo fatto, nonostante sia un evoluzionista:
Emerge il punto che se esaminiamo nel dettaglio i reperti fossili, a livello di ordini o di specie, troviamo - ripetutamente - non l'evoluzione graduale, ma l'esplosione improvvisa di un gruppo a spese di un altro. 11
Ciò significa che nei reperti fossili, tutte le specie viventi sono emerse all'improvviso già completamente formate, senza alcuna forma intermedia. Questo è esattamente il contrario delle tesi di Darwin. Inoltre, è una prova schiacciante che tutti gli esseri viventi sono stati creati. L'unica spiegazione di una specie vivente che compare all'improvviso e già completa di ogni dettaglio senza alcun antenato evolutivo, è che è stata creata. Questo fatto viene ammesso anche dal notissimo biologo evoluzionista Douglas Futuyma:
Con la creazione e l'evoluzione si esauriscono le possibili spiegazioni dell'origine degli esseri viventi. O gli organismi sono apparsi sulla terra completamente sviluppati, oppure no. Se non lo sono, devono essersi sviluppati da specie preesistenti mediante qualche processo di modifica. Se sono apparsi ad uno stadio già completamente sviluppato, devono essere stati indubbiamente creati da una qualche intelligenza onnipotente. 12
I fossili dimostrano che gli esseri viventi sono emersi completamente sviluppati in uno stato perfetto sulla terra. Ciò significa che alla "origine delle specie", contrariamente alle supposizioni di Darwin, non c'è l'evoluzione ma la creazione.
La favola dell'evoluzione umana
L'argomento più spesso avanzato dai sostenitori della teoria dell'evoluzione è quello dell'origine dell'uomo. La tesi darwinista dà per scontato che l'uomo moderno si sia evoluto da creature scimmiesche. Nel corso di questo presunto processo evolutivo, che si suppone sia cominciato 4-5 milioni di anni fa, si ritiene siano esistite alcune "forme transitorie" tra l'uomo moderno e i suoi predecessori. Secondo questo scenario del tutto immaginario, ci sono state quattro "categorie" di base:
Australopiteco
Homo habilis
Homo erectus
Homo sapiens
Gli evoluzionisti chiamano Australopiteco - che significa 'scimmia sudafricana' - i presunti primi antenati scimmieschi dell'uomo. Questi esseri viventi in realtà non sono altro che un'antica specie di scimmie che si è estinta. La completa ricerca fatta su vari esemplari di Australopiteco da parte di due anatomisti di fama mondiale, dall'Inghilterra e dagli Usa, cioè Lord Solly Zuckerman e il prof. Charles Oxnard, dimostra che queste scimmie appartenevano ad una specie comune di scimmie estintesi, che non aveva alcuna somiglianza con gli umani. 13
Gli evoluzionisti classificano i successivi stadi dell'evoluzione umana con il termine "Homo", uomo. Secondo la loro tesi, gli esseri viventi della serie Homo sono più sviluppati del Australopiteco. Gli evoluzionisti hanno architettato uno schema evolutivo fantastico sistemando diversi fossili di queste creature e in un ordine particolare. Questo schema è immaginario perché non è mai stato provato che ci sia stata una relazione evolutiva tra queste classi diverse.
Ernst Mayr, uno dei più importanti evoluzionisti del ventesimo secolo, sostiene nel suo libro Una lunga controversia che "in particolare [i rompicapi] storici come l'origine della vita o dell'Homo sapiens, sono estremamente difficili e possono sfuggire perfino ad una spiegazione finale soddisfacente". 14
Disegnando la catena di collegamenti Australopiteco> Homo habilis> Homo erectus> Homo sapiens, gli evoluzionisti sottintendono che ognuna di queste specie è l'antenata dell'altra. Tuttavia le recenti scoperte dei paleontologi hanno rivelato che l'Australopiteco, l'Homo abilis e l'Homo erectus vivevano in parti diverse del mondo nello stesso momento. 15
Inoltre, un certo segmento di umani classificati come Homo erectus è vissuto fino a tempi molto recenti. L'Homo sapiens neandarthalensis e l'Homo sapiens sapiens (l'uomo moderno) coesistevano nello stesso territorio geografico. 16
Questa situazione sembra indicare l'invalidità della tesi che essi sono antenati gli uni degli altri. Stephen Jay Gould ha spiegato così questo punto morto della teoria dell'evoluzione, nonostante fosse egli stesso uno dei principali sostenitori dell'evoluzione del ventesimo secolo:
Che cosa è stato della nostra scala se ci sono tre stirpi di ominidi coesistenti (A. africanus, i robusti australopithechi e H. habilis), nessuna chiaramente derivata dall'altra? Inoltre, nessuna delle tre mostra alcuna tendenza evolutiva durante la sua permanenza sulla terra. 17
In breve, lo scenario dell'evoluzione umana, "sostenuto" con l'ausilio di vari disegni di creature "metà scimmia/metà uomo" che compaiono nei media e nei libri di testo, il che è propaganda esplicita, non è altro che una favola senza alcun fondamento scientifico.
Lord Solly Zuckerman, uno dei più famosi e rispettati scienziati della Gran Bretagna, che ha condotto ricerche su questo argomento per anni ed ha studiato i fossili di Australopiteco per 15 anni, ha concluso infine, nonostante fosse egli stesso un evoluzionista, che in realtà non c'è alcun albero genealogico che si dirama da creature scimmiesche all'uomo. Zuckerman ha anche realizzato un interessante "spettro della scienza" che va da ciò che egli considerava scientifico a ciò che egli considerava anti-scientifico. Secondo lo spettro di Zuckerman, i campi della scienza più "scientifici" - cioè dipendenti da dati concreti - sono la chimica e la fisica. Dopo di questi vengono le scienze biologiche e quindi le scienze sociali. All'estremità dello spettro, che dunque è la parte considerata più "anti-scientifica", ci sono le "percezioni extra-sensoriali" - concetti come la telepatia e il sesto senso - e infine "l'evoluzione umana". Così Zuckerman spiega il suo ragionamento:
Quando ci spostiamo dal registro della verità oggettiva in quei campi di presunta scienza biologica, come le percezioni extrasensoriali o l'interpretazione della storia dei fossili umani, laddove [all'evoluzionista] fiducioso è possibile qualunque cosa - e laddove l'ardente credente [nell'evoluzione] è a volte capace di credere parecchie cose contraddittorie allo stesso tempo. 18
La favola dell'evoluzione umana si riduce a nulla più che le interpretazioni pregiudizievoli di qualche fossile portato alla luce da certe persone che aderiscono ciecamente alla propria teoria
La formula darwinista!
Oltre a tutte le prove tecniche che abbiamo trattato fin qui, ora, per una volta, esaminiamo quale tipo di superstizione hanno gli evoluzionisti, con un esempio tanto semplice da essere compreso perfino dai bambini:
La teoria dell'evoluzione sostiene che la vita si forma per caso. Secondo questa affermazione, gli atomi senza vita e incoscienti si unirono a formare la cellula e quindi in qualche maniera formarono gli altri esseri viventi, compreso l'uomo. Pensiamo a questo. Quando mettiamo insieme di elementi che sono i blocchi costruttivi della vita come il carbonio, il fosforo, l'azoto e il potassio, si forma soltanto un ammasso. Non importa a quanti trattamenti lo si sottopone, l'ammasso di atomi non potrà formare nemmeno un unico essere vivente. Se volete, formuliamo un "esperimento" su questo argomento ed esaminiamo dal punto di vista degli evoluzionisti ciò che essi in realtà sostengono, senza pronunciarlo ad alta voce, con il nome di "formula darwinista".
Poniamo che gli evoluzionisti mettano in grandi fusti grandi quantità dei materiali presenti nella composizione degli esseri viventi come il fosforo, l'azoto, il carbonio, l'ossigeno, il ferro e il magnesio.
Inoltre, poniamo che aggiungano a questi barili qualunque materiale non esistente in condizioni normali, ma che ritengano necessario. Poniamo che aggiungano a questa mescolanza tutti gli aminoacidi e tutte le proteine - ognuna delle quali ha una probabilità di formazione di 10-950 - che vogliono. Facciamo che espongano queste mescolanze al calore e all'umidità che preferiscono. Che le mescolino con qualunque strumento tecnologico desiderino. Che pongano i più famosi scienziati accanto a questi fusti e che questi esperti aspettino a turno, accanto ai barili, per miliardi e anche milioni di miliardi di anni. Lasciamoli liberi di usare tutti tipi di condizione che ritengono essere necessario per la formazione di un essere umano. Non importa ciò che essi faranno, non riusciranno produrre da questi barili un essere umano, ad esempio un professore che esamini la propria struttura cellulare sotto il microscopio elettronico. Non riusciranno a produrre giraffe, leoni, api, canarini, cavalli, delfini, rose, orchidee, gigli, garofani, banane, arance, mele, datteri, pomodori, angurie, meloni, fichi, olive, uva, pesche, pavoni, fagiani, farfalle multicolori o milioni di altri esseri viventi come questi. In effetti, non potranno ottenere neanche un'unica cellula di uno di essi.
In breve, gli atomi incoscienti non possono formare la cellula unendosi. Non possono prendere una nuova decisione e dividere questa cellula in due, poi prende le altre decisioni e creare i professori che per primi hanno inventato il microscopio elettronico e poi hanno esaminato la propria struttura cellulare con quel microscopio. La materia è un ammasso incosciente, senza vita, e viene alla vita per la creazione suprema di Dio.
La teoria dell'evoluzione, che sostiene l'opposto, è una fallacia totale completamente opposta alla ragione. A pensarci anche soltanto un po', si svela questa realtà, proprio come nell'esempio che precede.
La tecnologia dell'occhio dell'orecchio
Un altro argomento che resta senza risposta nella teoria dell'evoluzione è l'eccellente qualità della percezione dell'occhio dell'orecchio.
Prima di passare all'argomento dell'occhio, esaminiamo brevemente il modo in cui vediamo. I raggi di luce che provengono da un oggetto finiscono capovolti sulla retina dell'occhio. Qui, tali raggi di luce vengono trasmessi in segnali elettrici da parte delle cellule e raggiungono un piccolo punto nella parte posteriore del cervello, il "centro della visione". Questi segnali elettrici sono percepiti in questo centro come un'immagine dopo una serie di processi. Con questo presupposto tecnico, facciamo qualche ragionamento.
Il cervello è isolato dalla luce. Ciò significa che al suo interno è completamente buio, e che non c'è luce che raggiunga il luogo in cui esso è collocato. Quindi, il "centro della visione" non è toccato dalla luce e può essere perfino il luogo più sicuro di cui si abbia conoscenza. Tuttavia, si riesce a vedere un mondo luminoso e brillante in questo pozzo di oscurità.
L'immagine formata nel occhio è così chiara e distinta che perfino la tecnologia del ventesimo secolo non è stata ancora in grado di ottenerla. Per esempio, guardate il libro che state leggendo, le vostre mani con cui lo tenete e poi sollevate la vostra testa e guardate attorno a voi. Avete mai visto altrove un'immagine tanto chiara e distinta come questa? Anche lo schermo televisivo più avanzato prodotto dal maggior fabbricante di tv nel mondo non vi potrà fornire un'immagine tanto chiara. Questa è un'immagine tridimensionale, colorata e estremamente netta. Per più di 100 anni, migliaia di ingegneri hanno provato a raggiungere questa chiarezza. Sono state impiantate fabbriche, enormi stabilimenti, è stata fatta molta ricerca, sono stati creati progetti e piani per questo scopo. Di nuovo, guardate uno schermo tv e il libro che tenete tra le mani. Vedrete che c'è una grande differenza nella definizione e nella chiarezza. Inoltre, lo schermo tv mostra un'immagine bidimensionale laddove con i vostri occhi avete una prospettiva tridimensionale con la profondità.
Per molti anni, decine di migliaia di ingegneri hanno provato a fare una tv tridimensionale e ad ottenere la qualità di visione dell'occhio. Sì, hanno creato un sistema tv tridimensionale, ma non è possibile guardarlo senza indossare speciali occhiali 3-D; inoltre, è soltanto una tridimensionalità artificiale. Lo sfondo è confuso, il primo piano appare come uno scenario di carta. Non è stato mai possibile produrre una visione chiara e distinta come quella dell'occhio. Sia nella macchina fotografica sia nella televisione, c'è una perdita di qualità dell'immagine.
Gli evoluzionisti sostengono che il meccanismo che produce questa immagine chiara e distinta si è formato per caso. Ora, se qualcuno vi dicesse che la televisione nella vostra stanza si è formata come risultato del caso, che tutti i suoi atomi la sua mente si sono trovati insieme ed hanno composto l'apparecchio che produce un'immagine, che cosa pensereste? Come possono gli atomi fare ciò che migliaia di persone non riescono a fare?
Se un apparecchio che produce un'immagine più primitiva di quella dell'occhio non può essersi formato per caso, allora è molto evidente che l'occhio e l'immagine vista dall'occhio non possono essersi formati per caso. La stessa situazione si applica all'orecchio. L'orecchio esterno cogliere i suoni disponibili mediante il padiglione auricolare e li dirige verso il centro dell'orecchio, l'orecchio centrale trasmette le vibrazioni sonore intensificandole, e l'orecchio interno invia queste vibrazioni al cervello traducendole in segnali elettrici. Proprio come con l'occhio, l'atto di udire si completa nel centro dell'udito, nel cervello.
La situazione dell'occhio è vera anche per l'orecchio. Cioè, il cervello è isolato dal suono proprio come lo è dalla luce. Nessun suono gli arriva. Quindi, non importa quanto rumoroso sia l'esterno, l'interno del cervello è completamente silenzioso. Tuttavia, i suoni più definiti vengono percepiti nel cervello. Nel nostro cervello completamente silenzioso, è possibile ascoltare le sinfonie ed udire tutti i rumori di un luogo affollato. Tuttavia, se il livello del suono nel nostro cervello venisse misurato da un apparecchio di precisione al momento, vi si troverebbe completo silenzio come elemento prevalente.
Come con le immagini, decenni di sforzi sono stati spesi nel provare a generare e riprodurre il suono che fosse fedele all'originale. I risultati di questi sforzi sono i registratori del suono, i sistemi hi-fi e i sistemi per la percezione del suono. Nonostante tutta questa tecnologia e le migliaia di ingegneri ed esperti che hanno lavorato a questi sforzi, non è stato ancor ottenuto un suono che abbia la stessa definizione e chiarezza del suono percepito dall'orecchio. Pensate ai sistemi hi-fi di qualità superiore prodotti dalle più grandi società dell'industria musicale. Anche in questi apparecchi, quando il suono viene registrato, si perde qualcosa; o quando si accende un hi-fi si sente sempre un suono sibilante prima che inizi la musica. Tuttavia, i suoni che sono il prodotto della tecnologia del corpo umano sono estremamente definiti e chiari. Un orecchio umano non percepisce un suono accompagnato da un suono sibilante o con i ronzii come un hi-fi; invece, percepisce il suono esattamente come, definito il chiaro. Questo il modo in cui è stato fin dalla creazione dell'uomo. Fin qui, nessun apparecchio visivo o di registrazione creato dall'uomo si è rivelato tanto sensibile e riuscito nel percepire i dati sensoriali come l'occhio e l'orecchio. Tuttavia, per quello che riguarda la vista e l'udito, si trova dietro una verità ancora più grande.
A chi appartiene la coscienza che vede ed ode all'interno del cervello?
Chi guarda l'affascinante mondo nel cervello, chi ascolta le sinfonie e il cinguettio degli uccellini, e chi odora la rosa?
Le stimolazioni che vengono dagli occhi, dalle orecchie dal naso di una persona viaggiano fino a cervello come impulsi nervosi elettrochimici. Nei libri di biologia, fisiologia e biochimica, si possono trovare tutti i dettagli su come quest'immagine si forma nel cervello. Tuttavia, non riuscirete a spiegarvi il fatto più importante: chi percepisce questi impulsi nervosi elettrochimici come immagini, suoni, odori e eventi sensoriali nel cervello? C'è una coscienza nel cervello che percepisce tutto ciò senza sentire alcuna necessità di un occhio, un orecchio ed un naso. A chi appartiene questa coscienza? Naturalmente non appartiene i nervi, né allo strato di grasso né ai neuroni che formano il cervello. È per questo che i darwinisti-materialisti, che credono che ogni cosa sia composta di materia, non possono rispondere a queste domande.
Poiché questa coscienza è lo spirito creato da Dio, che non ha bisogno dell'occhio per guardare le immagini dell'orecchio per udire i suoni. Inoltre, non ha bisogno del cervello per pensare. Chiunque legga questi fatti espliciti e scientifici dovrebbe riflettere su Dio onnipotente, e avere timore e cercare rifugio in Lui, poiché Egli può concentrare l'intero universo in un luogo oscuro di pochi centimetri cubici in una forma tridimensionale, colorata, ombreggiata e luminosa.
Una fede materialista
Le informazioni che abbiamo proposto fin qui ci mostrano che la teoria dell'evoluzione è incompatibile con i dati scientifici. La tesi della teoria che riguarda l'origine della vita è incoerente con la scienza, i meccanismi evolutivi che propone non hanno alcun potere evolutivo, e i fossili dimostrano che le forme intermedie necessarie non sono mai esistite. Così ne segue di certo che la teoria dell'evoluzione dovrebbe essere messa da parte come idea anti-scientifica. È questo il modo in cui molte idee, come per esempio il modello di un universo con al centro la terra, sono state eliminate dall'ordine del giorno della scienza nel corso della storia.
Tuttavia, la teoria dell'evoluzione viene mantenuta all'ordine del giorno della scienza. Alcune persone provano addirittura a raffigurare le critiche dirette contro di essa come un "attacco la scienza". Perché?
La ragione è che questa teoria è una credenza dogmatica indispensabile per alcuni ambienti. Questi ambienti sono ciecamente devoti alla filosofia materialista ed adottano il darwinismo perché è l'unica spiegazione materialistica che possa essere avanzata per spiegare le opere della natura. In modo abbastanza interessante, di quando in quando essi confessano anche questo fatto. Un noto genetista e sfegatato evoluzionista, Richard C. Lewontin della Harvard University, confessa di essere "innanzitutto e soprattutto un materialista e poi uno scienziato":
Non è che i metodi e le istituzioni della scienza in qualche modo ci spingono ad accettare la spiegazione materiale del mondo dei fenomeni, ma, al contrario, siamo costretti dalla nostra aprioristica adesione alle cause materiali a creare un apparato investigativo e un insieme di concetti che producono spiegazioni materiali, non importa quanto contro-intuitive, non importa quanto mistificanti per chi non è iniziato. Inoltre, questo materialismo è assoluto, così noi non possiamo consentire che nella nostra porta si infili un Piede Divino. 19
Queste sono affermazioni esplicite che il darwinismo è un dogma tenuto vivo solo per amore di adesione al materialismo. Questo dogma sostiene che non c'è alcun essere tranne la materia. Quindi, se ne deduce che la materia inanimata, inconscia ha creato la vita. Si insiste che i milioni di specie viventi diverse (per esempio, uccelli, pesci, giraffe, tigri, insetti, alberi, fiori, balene ed esseri umani) sono originate come risultato delle interazioni tra materia come la pioggia, i lampi e così via dalla materia inanimata. Questo è un preconcetto contrario sia alla ragione che alla scienza. Eppure i darwinisti continuano a difenderlo proprio per non "consentire che nella porta si infili un Piede Divino".
Chi non guarda all'origine degli esseri viventi con pregiudizio materialista vedrà la verità evidente: tutti gli esseri viventi sono opere del Creatore, Che è Onnipotente, Onnisciente e Sapiente. Questo Creatore è Dio, Che ha creato l'intero universo dalla non esistenza, lo ha progettato nella forma perfetta e ha plasmato tutti gli esseri viventi.
La teoria dell'evoluzione: l'incantesimo più potente del mondo
Chiunque sia libero dal pregiudizio e dall'influenza di qualunque ideologia particolare, chiunque usi soltanto la propria ragione e la propria logica, comprenderà chiaramente che la fede nella teoria dell'evoluzione, che riporta alla mente le superstizioni di società che non avevano alcuna conoscenza della scienza o della civiltà, è del tutto impossibile.
Come spiegato in precedenza, che crede nella teoria dell'evoluzione pensa che qualche atomo e molecola, lanciati in un grande contenitore, possano produrre il pensiero, i professori che argomentano e gli studenti universitari; gli scienziati come Einstein e Galileo; gli artisti come Humphrey Bogart, Frank Sinatra e Luciano Pavarotti; nonché le antilopi, gli alberi di limone e i garofani. Inoltre, poiché gli scienziati professori che credono in questo non-senso sono persone colte, è veramente giustificabile parlare di questa teoria come "l'incantesimo più potente del mondo". Mai prima un'altra fede o idea aveva mai cancellato il bene dell'intelletto della gente, rifiutando di lasciarli pensare in maniera intelligente logica e nascosto la verità gli dissi come se fossero bendati. Questa è una cecità anche peggiore e più incredibile dell'adorazione dei totem in alcune parti dell'Africa, della devozione al Sole del popolo di Saba, dell'adorazione di idoli costruiti con le proprie mani da parte della tribù del Profeta Ibrahim (lpscl), o del Vitello d'Oro da parte del popolo del Profeta Mosè (lpscl).
In realtà, Dio ha additato questa assenza di ragione nel Corano. In molti versetti, Egli rivela che le menti di alcune persone verranno chiuse e che essi saranno impotenti a vedere la verità. Ecco alcuni di questi versetti:
In verità [per] quelli che non credono, non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno. Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c'è un velo; avranno un castigo immenso. (Sura al-Baqara, 6-7)
In verità creammo molti dei démoni e molti degli uomini per l'Inferno: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio. Questi sono gli incuranti. (Sura al-A‘raf, 179)
Se anche aprissimo loro una porta del cielo perché possano ascendervi, direbbero: "I nostri occhi sono ipnotizzati o ci hanno lanciato un sortilegio!". (Sura al-Hijr, 14-15)
Non si trovano parole per esprimere quanto è sconcertante che questo sortilegio possa tenere in schiavitù una tanto vasta comunità, e non venir spezzato per 150 anni. È comprensibile che una o poche persone possono credere in scenari impossibili e tesi piene di stupidità ed illogicità. Tuttavia, la "magia" è l'unica possibile spiegazione per persone di tutto il mondo che credono che atomi incoscienti e senza vita all'improvviso abbiano deciso di unirsi per formare un universo che funziona con un sistema perfetto di organizzazione, disciplina, ragione e coscienza; un pianeta chiamato terra con tutte le sue caratteristiche così perfettamente adatte alla vita; e gli esseri viventi con infiniti sistemi complessi. In effetti, il Corano riferisce l'episodio del Profeta Mosè (lpscl) e del faraone per mostrare che alcune persone che sostengono filosofie alte in effetti influenzano gli altri con la magia. Quando al faraone fu detto della vera religione, egli disse al Profeta Mosé (lpscl) di incontrare i suoi maghi. Mosé (lpscl) lo fece, e disse loro di dimostrare le proprie capacità per primi. Il versetto continua:
"Gettate pure" rispose. Dopo che ebbero gettato, stregarono gli occhi della gente, la spaventarono e realizzarono un grande incantesimo. (Sura al-A‘raf, 116)
Come abbiamo visto, i maghi del faraone erano in grado di ingannare chiunque, tranne Mosé (lpscl) e coloro che credevano in lui. Tuttavia, la sua prova interruppe l'incantesimo, o "inghiottì tutto quello che avevano fabbricato", come dice il versetto:
Noi ispirammo a Mosè: "Getta la tua verga". E quella inghiottì tutto quello che avevano fabbricato. Così si affermò la verità e vanificò quello che avevano fatto. (Surat al-A‘raf, 117-8)
Come possiamo vedere, quando gli uomini realizzarono che su di loro era stato gettato un incantesimo e ciò che vedevano non era che illusione, i maghi del faraone perso lo tutta la credibilità. Anche oggi, coloro che, sotto l'influenza di un incantesimo simile credono in queste tesi ridicole e in veste scientifica e passano la loro vita a difenderle, se non abbandoneranno le loro credenze superstiziose, saranno anch'essi umiliati quando la piena verità emergerà e l'incantesimo sarà spezzato. Infatti, lo scrittore e filosofo
inglese di fama mondiale Malcolm Muggeridge, in passato ateo che ha difeso l'evoluzione per circa sessant'anni, ma che successivamente ha compreso la verità, rivela la posizione in cui la teoria dell'evoluzione si troverà nel prossimo futuro in questi termini:
Io stesso sono convinto che la teoria dell'evoluzione, specialmente con l'ampiezza con cui è stata applicata, sarà soltanto uno dei grandi giochetti nella libri di storia del futuro. La posterità si meraviglierà che un'ipotesi così esile e dubbia possa essere stata accettata con tale incredibile credulità. 20
Il futuro non è molto lontano: al contrario, le persone vedranno presto che "il caso" non è una divinità, e guarderanno indietro alla teoria dell'evoluzione come il peggior inganno e il più terribile incantesimo del mondo. Questo incantesimo sta già cominciando rapidamente ad essere scaricato dalle spalle dei popoli in tutto il mondo. Molte persone che vedono il suo vero aspetto si chiedono meravigliate come possono esserne state catturate.
 

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Se non si insegna la religione l'anima di quei bambini rimarra nel vuoto. La religione è la sostanza dell'anima.

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Il capitalismo è stato fondato sul Darwinismo. Ogni ideologia ufficiale di stato è l'ideologia del Darwinismo.

Estratto dall’intervista TV DEM e TV Tempo di Adnan Oktar il 13 novembre 2009

Se una persona dice: “ho fatto qualcose”, questo è politeismo. Quello che dovrebbe dire è: “Dio l'ha fatto per mezzo di me”.

Quotazione dall'intervista di Adnan Oktar il 2 febbraio 2010